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Riflessioni 25 agosto 2009 · lettura 2 min · 1614 letture

Croce di monte Morello

Vincenzo Rocciolo 44 poesie pubblicate
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Quando le mie gambe non ce la faranno più a salire fin quassù, per toccare il cielo con un dito, per pregare questo Dio così vicino e così lontano, per intrecciare danze con farfalle e calabroni; quando i miei occhi non ce la faranno più a vedere il verde intenso dei cipressi e le mie orecchie non sentiranno più lo stormire del vento tra le foglie; quando il mio cervello non ricorderà più le favole che raccontavo ai miei figli da piccoli; quando il mio cuore non sarà più capace di amare; quando non avrò più la forza di indignarmi per le tante ingiustizie del mondo, o di piangere per le scene commoventi di un film; quando le mie dita non riusciranno più a far vibrare le corde della mia chitarra, allora avvolgetemi in un lenzuolo di seta, e lasciatemi sulle sponde di un fiume, ché l'acqua possa trasportarmi, cullandomi dolcemente, ché i pesci possano spolpare le mie carni senza più forze e divorare il mio cervello senza più neuroni. Vorrei che di me restassero solo le bianche ossa, un sorriso regalato a chi ne aveva bisogno, un abbraccio e un bacio dati con la mia passione, una voce registrata su un nastro e l'eco del battito di un cuore che si emozionava per le piccole cose di ogni giorno, giammai il male che ho potuto fare, anche non consapevole, ad una sola delle persone che ho incontrato lungo il cammino della mia vita.
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Monte Morello è la più alta e nota montagna della conca fiorentina e si trova a nord ovest del capoluogo. Su una delle cime del monte, all'altezza di circa 1000 metri, nel 1950, in occasione del Giubileo, è stata posta una grande croce di ferro; e un giorno che sono salito fin lassù, come ho fatto altre volte, guardando la piana di Firenze, ho scritto queste "riflessioni".

L'autore
Vincenzo Rocciolo

Mi sembra sia passato tanto tempo da quel lontano 5 aprile del 1955, tanto tempo eppure a volte mi sembrano così vicini ricordi, immagini, sensazioni. Sono nato in un caldo paesino del nostro sud, Matinella, in provincia di Salerno, vicino al mare, nei pressi di Paestum e del Cilento. Ero un bambino intelligente, rifl

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Commenti (5)

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Lorenzo Crocetti25 agosto 2009

E' da qualche anno che non salgo a monte Morello. Posteggiavo la macchina nei punti dove la lasciano tutti gli escursionisti e mi perdevo per i sentieri che conducono alla croce. La tua bella poesia mi ha atto venire il desiderio di tornarci, anche se si tratta di una bella sfaticata che fa sudare anche i giovani. Nostalgico il tuo richiamo all'età che scorre e che, forse, un giorno non permetterà alle tue gambe ancora di salire. E anche allora non ci sarà da disperarsi, e scriverai altra bella poesia fermandosi al parcheggio del piazzale, guardando il verde intenso dei cipressi e ascoltando la brezza. Nella speranza che, almeno occhi e orecchie rimangano valide più della capacità delle gambe. E potrai pure, al bar, sorbirti un buon caffè!

Gabriella Caruso25 agosto 2009

Vorremmo sempre essere padroni dei nostri sensi, delle nostre forze e soprattutto del nostro cervello. A volte questo non succede e il nostro desiderio è quello di non esserci più, non solo ma vogliamo che gli altri ci ricordino per quello che siamo sempre stati nella vita. non malridotti e quasi di peso. Hai descritto tutto ciò con tenerezza, delicatezza, grande forza. Piaciuta

Kiaraluna25 agosto 2009

Emozionante... quasi un testamento spirituale, profondamente apprezzato. Immagini che scorrono nel cuore, un luogo che conosco solo di passaggio, ma che descrivi e fai immaginare stupendamente. Molto molto bella.

AlexMen25 agosto 2009

Veramente emozionante questo tuo "testamento spirituale", parole che arrivano proprio dentro... Bravo per come lo hai scritto!

Berta Biagini25 agosto 2009

Conosco bene quella Croce e tutto quanto la circonda - devo dire che questi versi hanno saputo sapientemente portarci sin lassù – ricordi a non finire rotolano da questa montagna ...