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Amore 27 agosto 2009 · lettura 2 min · 5796 letture

Piccolo fiore dell'est

Vincenzo Rocciolo 44 poesie pubblicate
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Ti ha portata il vento d'Oriente, a danzare sulle strade del niente. Ti ha portata ad offrire illusioni alla luce di mille lampioni. Regali il tuo splendente sorriso come un angolo di paradiso. Regali sottili e forti emozioni come le parole di cento canzoni. Il giorno ti sorprende già stanca, a sognare qualcosa che manca. La notte strappa via la tua vita come la mano di un bimbo i petali di una margherita. Ti guardo e ti vedo ancora bambina, ma già conosci il pallido sole della mattina, quando, con gli occhi stanchi e pesanti torni a casa a chiuder fuori i rimpianti. Per me è solo un gioco, hai detto una volta, lasciando così la mia mente sconvolta. Per me invece tu sei la vita, ti ho detto con la voce tremante e sfinita. Vorrei darti il sole d'Oriente, che baci il tuo viso dormiente. Vorrei darti la luna dorata, che vegli su di te mentre sei addormentata. Vorrei darti le onde del mare, perché un giorno tu mi possa amare. Vorrei darti la neve abbagliante perché tu possa restare mia amante. Sei mia moglie, mia madre, mia figlia, tutto ciò che del mondo è meraviglia. Sei l'acqua di un fiume montano che scorre veloce nella mia mano. Piccolo fiore dell'est, io ti ho chiamata, piccolo fiore, piangendo, ti ho amata. Non sapevo che l'amore è dolore, non sapevo delle lacrime l'amaro sapore. Volevo portarti lontano nel mondo, per darti il mio amore profondo. Volevo stringerti ancora le mani, per poter avere insieme un domani. Tu hai detto: questo è il mio mondo, lasciami sola nel mio girotondo. Io son solo una ragazza di strada, trova tu una donna che sa di rugiada. Non mi serve una donna che sa di rugiada, io voglio solo una ragazza di strada. Sull'asfalto è sbocciato un piccolo fiore, chiedo solo che accetti il mio cuore, ma piano, senza far rumore, come quando cala la notte col suo tepore.
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L'autore
Vincenzo Rocciolo

Mi sembra sia passato tanto tempo da quel lontano 5 aprile del 1955, tanto tempo eppure a volte mi sembrano così vicini ricordi, immagini, sensazioni. Sono nato in un caldo paesino del nostro sud, Matinella, in provincia di Salerno, vicino al mare, nei pressi di Paestum e del Cilento. Ero un bambino intelligente, rifl

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Commenti (3)

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Marcella Condemi27 agosto 2009

Veramente emozionante, una poesia davvero toccante, dedicata ad un fiore dell'est, come tante, che devono soffrire per vivere, che a volte non possono scegliere, finché un cuore le accudisca con se, parole vere, di un problema molto grande, belli tutti i versi di questa lunga ed intensa poesia, ci fa capire che amare non ha limiti né classi sociali né qualsiasi altra cosa, perché l'amore è solo amore e può sbocciare come un fiore anche sull'asfalto più cocente... stupenda!

Sono senza parole... semplicemente stupenda... Una cruda realtà... per versi espressi con pienezza del sentire... Toccante e molto apprezzata...

Gabriella Caruso6 settembre 2009

tutto il dramma di una storia così, addolcito dall'amore e la grazie che riesci a trasmettere. Ci sembra di viverla questa scena, il dolore, ma anche la speranza, la solidarietà, la mancanza di pregiudizi. un'ultima cosa: questa poesia potrebbe essere musicata Stupenda