E gremendo l'ore, divo riso
E gremendo l'ore, divo riso,
s'esibì a quest'ermo guardo,
vestendo istesso e 'l cor d'eliso
per grazia d'alte e magre gote.
E quel non frena'l suo rintocco
anco urtar mani velate,
bolle, parte, scorre il lampo sangue
non su, disarmato da beltate.
Non osa l'occhio l'abbandono
dei gentili e puri lumi,
di vita a spirto fanno dono
que' tamburi giù nel ventre.
Tenue fianco, lieve e bianco,
infernale e più che santo,
gracil pare, è sol stimato,
granosa chioma non d'un canto.
Potrei, vorrei verso l'ignoto
ma calca la mente è di pensieri
e inquieta al dubbiar del suo saver
dei miei tormenti e desideri.
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