Riguardo indietro
Riguardo indietro
e mi accorgo
che l’afflizione che mi colpiva
mi manca.
Da troppo tempo
non arrossisco più
e non imploro pietà
a quel temibile signore.
Da troppo tempo leggo,
quasi con indifferenza,
versi traboccanti d’affanno.
E da troppo tempo non invoco
l’aiuto dell’inchiostro.
Dove sono finite
quelle vibrazioni,
quei brividi,
quei baci a stampo rubati?
Dov’è finito tutto?
Mi volgo indietro,
vedo colori sgargianti,
innanzi
vedo il nulla.
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