Ama, universal umano
Ama, universal umano,
e non essere la spina
ch'ogne dì punge sul cor
ma d'un sole che lo irradia
il raggio. Sii quel fior
che manco alle tempeste
più battenti, devastanti,
abbassa il capo e muore poi,
ma vive e da l'aroma
ad altrui vita. Canta!
Canta sua beltà e fragranza,
suoi colori e foglie,
suo petalo, sue spine,
e abbandona grigia tinta,
come fia, è, fu mia
onde trassi più che nero.
Canta! Canta veneride spirto!
Figlio e schiavo di passione,
Padrone e servo del tuo cuore,
Re di sangue e Re di leggi
dell'imper nomato vita!
Canta e canta e canta
e dai penna alla pia speme,
e desiati risi, a gioia
infinita, assopita,
martoriata, incatenata
per capriccio naturale.
Vuole il nostro pianto!
Del Dio solo, sì munì,
di colori e di paure,
li sguardi nostri e li anni,
e nel tranello l'uomo
d'amor carnale giace.
Poi li dì sanno di male.
Quando stimavi solo luce
giunge il vero più funesto.
Non è amore, vero amore!
Ama! Io ti prego, ama!
Ama! Chè nell'ignoranza
stimo lieto chi vi vive,
e tu lo sei! Accetta i caldi
e amorosi sensi, lungi sì
dal tutto "vero vano", e vaga,
senza sosta, in bugiarde,
vuote, false illusioni.
L'Amor è'l vivificante
d'umano spirto affetto,
ma quan dell'ignorare,
'el fiore o caldo raggio
s'adorna "sine pudor".
Sta' lontano dall'esempio
che mutò li miei lamenti
di mia vita e mio perir.
Dell'odiar porrai li petto
lungi e l'audio da mugugni,
e fia mai li cor inetto
d'accostar morosi lagni.
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Commenti (1)
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Giovanna De Santis22 ottobre 2009
un inno all'amore, un incitamento ad amare, espesso con maestria dall'autore. poesia che andrebbe letta da tutti poeti e non
