Sale
Questa zattera, il nostro mondo,
naufraghi in balia dei flutti,
l'orizzonte degli eventi ci fa da sfondo,
oltre, il baratro degli affetti.
Fuga d'amanti, su ali d'aquilone
planante su dimensioni al di là della ragione.
Intendersi d'occhi, accarezzare sentimenti,
abbandonati tra vertigine e tormenti.
Amarsi per amarsi, divorare senza posa
il corpo languidamente lasso di chi
giammai potrà esser sposa,
l'aura del piacere non trascina echi rosa.
Questa zattera, il nostro mondo,
questo mare, un deserto immoto,
né zefiro, né brezza seconderanno il viaggio,
improvvisi giungeranno tempesta e vento selvaggio.
Spiagge di sale accoglieranno le nostre membra esauste,
orme affiancate a ricordo del nostro cammino, presaghe infauste
di delirio e follia, ristoro al biancore esacerbante.
Se cadi rialzati, ritrova i tuoi passi, viandante.
Vagheggiavi giardini opulenti,
e fiori e frutti dagli odori pregnanti
e zampilli e voli di farfalle leggiadre,
sogni di bimba, fole di madre.
Questa landa riarsa è la tua terra,
non germoglia seme, solo cristallo baluginante,
non gli inferi fuligginosi come la guerra,
saturi son di splendore abbagliante come folgore balenante.
Questa landa, il nostro mondo,
questo sale un deserto immoto,
noi naufraghi in balia degli eventi,
sprofondati nel baratro degli affetti.
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Commenti (2)
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V
Vindice11 gennaio 2010
Grande poesia, enfatica e descrittiva, sottolinea la condizione umana di naufraghi tra le onde.
Nadia Mazzocco16 gennaio 2010
Una grande poesia, che meritava tanti commenti, fortunata io che l'ho letta! Mi ha molto colpito il verso: "Fuga d'amanti, su ali d'aquilone/planante su dimensioni al di lá della ragione." veramente bello!
