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Morte 8 febbraio 2010 · lettura 3 min · 2428 letture

Ossimoro al funerale del bandito

G
Gianni Marras 29 poesie pubblicate
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Notte bianca sul paese adagiato al crocicchio dei colli, tre colpi risuonarono per la via rimbombando per gli erti acciottolati, viscidi vicoli di sasso e muschio, rari lampioni ad allungar ombre cupe sulle sudice piccole porte serrate nel vivo della pietra, al fin si persero randagi tra i latrati. Dischiusero gli occhi che non videro rizzarono gli orecchi che non udirono vagò il sonno greve nel crocchiolare delle coscienze raggrumate nelle indifferenze. Riverso, inchiodato, rappreso coagulo del suo sangue, morto per mano di Giustizia, giaceva l'assassino sul limitare dell'abituro. Castro di villici non adusi al perdono luogo di rancide vendette di faide eterne e maledette. Fu funerale nel meriggio dei tetti fumiganti, frementi d'alito si scossero i buoi al pungolo, ansanti, cigolò la ruota sul selciato. Duro sul carro, fosco d'albagia, il padre dell'ucciso, cerberi occhi fissi furenti, ricco di vigneti fiorenti e molti armenti, prostrato avvolgeva la nuda cassa. Sussulti di dolore nel fluire dell'odio sanguinante dal cuore del granito, non tenue pianto, a tacitare l'anima del figlio compianto. Si mosse smunto il corteo dolente, nera cantava la prefica la sua morte mamma piangeva la sua mala sorte. Al seguito accorrevano i ragazzini a frotte ché lor sodale era stato di partite di pallone e sfrenate lotte, negli spiazzi di polvere tra vecchi muri di case diroccate e tavole di legno accatastate. E composero fila come tristo esercito alla guerra il più vecchio in capo, il piccolino la serra, intento eterno a ricacciare moccio nelle nari, morsi di freddo alle ginocchia rigate, purpuree e screpolate le manine serrate a custodire i suoi diletti tesori spago, biglie e figurine di calciatori. Staccato, secco e riccio, lacero nel saio, venne scalzo, Diego, viandante demente e pio di casa in casa mendico di pane raffermo, prodigo di compatito dolore per ogni infermo. Lui anacoreta savio, pazzo di scherno e lazzi, sulla via degli stenti opulenti acquistati a mazzi. Lui ossimoro vivente fissava co gli occhi cerulei il cielo negli occhi invocando dal Dio suo di tregenda vendette su quella villa dannata di faide eterne e maledette. Deposero la Fiera in quel ciglio di camposanto in faccia al muro alto, cancelli fioriti di ruggine, serrati, Gehènna di bimbi malnati, poveruomini da sè stornati e assassini assassinati. Bracci di croci disarticolate riverse sull'erme fosse, non ghirlande, colà invero alligna perpetua la gramigna. Morti raggelati nell'abbandono, invisi al perdono, non lacrime per lor ristoro, taciti echi del tempo che non rimonta. Pioggia da nembi decompone il tumulo silente e pioggia e pioggia e fiori di bufera, qui la Morte regna austera.
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Era un bandito e un assassino ma sino a qualche anno prima, prima che uccidesse un carabiniere, aveva giocato con noi, ragazzini del vicinato. Al suo funerale, improvvisato, non partecipò nessuno ad eccezione dei familiari, i ragazzi della via e lo "scemo del villaggio". Forse non fu giusto rendergli onore ma io, con questa composizione, voglio solo raccontare una storia. Vera.

G
L'autore
Gianni Marras
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Commenti (18)

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V
Vindice8 febbraio 2010

E' una storia stupenda che racconti con superba eleganza. Bravo!

Giovanna De Santis8 febbraio 2010

poesia storia espressa d' elevata maestria contenuto toccante, apprezzatissima

L
Loreta Salvatore8 febbraio 2010

Composizione poetica, di forte spessore, che si articola in sequenze descrittivo- riflessive e dinamiche in una struttura composita e ben articolata. Lo spazio ed il tempo, ben definiti, ci rendono non spettatori, bensì protagonisti dell'azione. In questa landa desolata emergono figure tipiche di una vicenda umana che si colloca al di là del tempo. E' una storia di faida, nella quale sono i più deboli ad essere vinti. Ma il personaggio che colpisce la mia immaginazione è quello di Diego, inascoltato anacoreuta, ossimoro vivente. In sintesi il messaggio dell'autore, abilissimo nell'affrescare il disagio esistenziale,è nell'idea che la contraddizione e l'antitesi sono aspetti intrinseci della realtà.In questa l'amara verità.Capolavoro.

Simone Bello8 febbraio 2010

Bellissima "narrazione poetica" che ho infinitamente apprezzato per la grande capacità espressiva e comunicativa. Bella anche la storia che vi fa sfondo, resa ancor più appassionante dalla realtà che la caratterizza.

Rosy Marchettini8 febbraio 2010

Questa lirica è un Dipinto d'autore, un film da dieci oscar Versi che conducono, tenendo per mano, il lettore in un tenpo che apprtiene ad un passato non vissuto se non nei documentari Personaggi le cui torbide storie finiscono con una pallottola conficcata nel cuore... nessuno piange queste vittime perché non si può amare chi per proprio malanimo uccide senza alcuna pietà Applausissimi e mille fiocchi rossi M'inchino al grande poeta e Maestro ed ai suoi versi La corservo come un prezioso diamante

Clodiaf09048 febbraio 2010

Grande maestria nella musicalità e nel ritmo di questo impegnativo componimento, affresco dal sapore antico con i suoi personaggi scolpiti. Si cela un profondo messaggio in attesa del lettore attento.

Antonella Scamarda8 febbraio 2010

Prima che diventasse un bandito e un assassino era stato un bambino... a quel bambino i tuoi versi hanno donato il fiore più bello... Mi inchino alla bellezza e alla ricercatezza della poesia!

D
Domenica Caponiti9 febbraio 2010

profonda e triste storia in questa poesia descritta con attenti e curati versi... crude realtà che lascia col fiato sospeso... poesia molto, molto apprezzata

Anna Maria Scamarda9 febbraio 2010

Questi versi ti fanno onore, poiché noi non siamo quì per giudicare banditi o criminali. Quello è un compito che spetta solo al metro del Giudizio Divino. Noi siamo solo esseri umani che esprimono sentimenti, impressioni, sensazioni, emozioni, turbamenti dell'animo ... verso cose e persone. Indipendentemente da ogni altra cosa. E tu, hai saputo farlo straordinariamente, usando solo la penna del cuore. Con profondità di sentimenti e maestria artistica. Nel racconto di una storia che è appartenuta a qualcuno legato ai ricordi della tua infanzia. Pregevole Opera!

Vivì9 febbraio 2010

Mi è sembrato di vivere tutta la storia con il poeta. Straordinaria interpretazione dei fatti, eccezionale descrizione dei luoghi e delle persone. Poesia a tratti triste e commovente. Ribadisco la bravura del poeta nell'esporre in versi un fatto magari di cronaca e realmente vissuto. Avvincente!

Antonio Biancolillo9 febbraio 2010

Forte e incisiva... per le giuste osservazioni su quella storia... una storia che ha saputo catturare il lettore... Versi di assoluta eleganza... Apprezzatissima...

Nadia Mazzocco11 febbraio 2010

Grande pathos! con i commenti positivi e aggiungo un grande applauso.

Daniela Pacelli11 febbraio 2010

Di forte impatto emotivo Gianni. Descrizioni minuziose di quelle viuzze, del funerale e di tutto il resto. Splendida composizione e splendida anche la nota. Chi commette atti simili forse come dici non merita il conforto o la presenza, ma rendegli omaggio con questa poesia, hai lasciato una traccia di quell'uomo, una volta vicino ai tuoi occhi di bambino e poi perduto nei viali della criminalità, o della violenza... lontano dal tuo. splendida, i miei compliementi. Hai fatto emozionare

Cuccu Anna Maria12 febbraio 2010

Intensa e toccante storia di morte, vendetta e incapacità di perdonare. Profonda e drammaticamente evocativa. Stupenda.

bellissima poesia espressa con grande maestria... molto commovente, !

Raggioluminoso16 febbraio 2010

Versi incisivi e molto ben congeniati che narrano di una triste storia. Stupefacenti le descrizioni, il tutto a denotare grande bravura! Apprezzatissima!

G
Giovanni Salso2 marzo 2010

Ho rivissuto il profondo remoto della nostra comune terra, Gianni, con grande intensità e con quella composta liturgia dolorosa che gli uomini e le donne di Barbagia sanno esprimere. Che bello infine in nostro Diego, scalzo fantasma quieto, accompagnatore di tutti i morti. Semplicemente bella. Grazie

Maria Rosa Cugudda30 giugno 2011

Nobili versi per descrivere la storia di vita e morte di un persona, purtroppo, anche molto sfortunata! condivisa in pieno ed apprezzata particolarmente!