Veglia
Veglierò nella dolcezza
quando scorgerò nel tuo sguardo la paura
e la risacca dell'antico dolore sarà la tua insonnia;
quando i fantasmi d'altro tempo batteranno alla porta
e l'ultima pioggia digrignerà i denti.
Lieve asciugherò il tuo ciglio
quando le lacrime colmeranno i tuoi occhi
e l'angoscia indugerà nel petto;
quando invocherai aiuto
e la notte sguainerà artigli di ghiaccio.
Rinsalderò le torri del mio cuore
quando opporrò lame temprate all'empio cavaliere,
esangue avvamperà la fiamma del drago che muore;
quando udrai all'inceder delle sera i lai stridenti delle megere
abbandonar i roghi ad infastidire delle tenebre lo stupore.
E tu, brezza del mio mattino
detergi dalle sue gote
le stille passeggere...
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Commenti (1)
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AlexMen8 ottobre 2009
Bella questa tua poesia... uno stile classicheggiante come a me piace. !
