Non- ti- scordar- di- me
Perlacea indifferenza
fossero solo mille
gli attimi infiniti
Dei.
Sono doni loro
al lugubre lamento
che solo e inudito
scivola via
regalandosi
al Tempo?
Mi domando chi guidava
l'inutile verso
il Cosmico Incontaminato,
lo schizzo incomprensibile,
il forse vano tentativo
di regalarsi cinture
puntando l'indice intinto
nelle polveri di mille volte celesti.
Stanco di Niente,
annichilito sul prato,
desideravo indesiderato
e snervavo attese,
farneticando folli e capillari
fugaci felicità.
Poi la sorpresa inerme, quella vera,
dai verdi polsi nudi e dalla palpebra
che arretra al Suo cospetto ma
le stagioni
poi mi dissero di chiuderli
ed esprimere un desiderio, che
credevo gli occhi anzi dei sogni,
quindi l'implosione senza botto,
le braccia protese e l'attesa
perpetuata nel fluido energetico
che i palmi innalzano alla Umana
Necessità.
Disincanto d'artificio
confessioni in solitaria
celare, oscuro, i chiari,
musicali,
un tempo noti,
dettami della Sfera e lei
perlacea, indifferente.
Fossero mille i limiti
alla comprensione
conscenza pure
sarai per noi
per sempre
alla noia
luce.
Non- ti- scordar- di me.
Notte.
Pallida d' Anima.
Io.
tra i miei lampi,
Tuono i tuoi silenzi.
Là fra i fiori del male
tramutassi magari
anche i pensieri
in Colibrì...
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