Sol, rovente perla accolta
Sol, rovente perla accolta
fra braccia d'un neofreddo,
e tu, oh Luna, mai più fioca
per lucciola mi tolta,
d'allor mi prese e gioca
Natur d'illuso avvolta.
Distanza eterna fia,
triste e afflitto da perir.
Addio, via dal cor bambina mia,
muto, la tua scia saprò seguir
di vita. Ama, e non stregare
deboli altrui cuori,
cercatori in alto mare
di caldi e veri amori.
Ti prego, attenta'l mentitor
che ti tenta in due parole,
a rao giusto avrai calor,
sì sarai d'Apollo sole
conscia e carca di stupor,
che non tocca diva prole.
Mio sol di gelo ardente
come me di stelle e astri
amica pari e più ridente
nei miei cieli ancor nerastri.
Che male! E'l cor morente
si finge ed odia mano d'altri
de'tuoi fianchi sì bramante.
Il mondo solo scaltri
d'omini è accogliente,
ti prego, sii prudente.
Mai più alcuna bugia
insidierà le tue certezze
ché fia come la mia
la voglia lieta di carezze
di quel giusto. Batte e batte
non al capo ma sul cor
'el caldo che ribatte
e consente vita a un fior
fiancato a gocce esatte
nel deserto dei dolor.
Arriverà, sta certa, arriva.
E' una lieta attesa.
L'impazienza è sempre viva
sotto pelle sì indifesa,
consigliera più cattiva
che prudenza rende offesa.
Non udir li suoi sussurri
e quando il manto uggioso
dal cor e da li azzurri
decide il suo riposo
non frenar, ma dai, su, corri,
cogli l'attimo gioioso.
Corri vie, sogno mio
ver epilogo imminente,
udrò quel tuo vocìo
ch'al pianto il core induce.
Segui il tuo brillìo
stella mia cadente
seguirò con guardo pio
la tua brillante luce.
E se alla sera, mentre cadi
a passeggiar tra quelle stelle
per sublimi e incanti guadi
ti verrà poi men la lena,
non temer che non hai bradi
cuor devoti e a tue sorelle.
E zel virili a mo' di gladi
fenderanno quel c'hai in pena,
pur quan niuno par ti voglia
e'n cui tutto batte'l tuo destino
di quel ciel varcan la soglia
cercherò, per poi starti vicino.
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Commenti (1)
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Gabriele Tudisco14 ottobre 2009
Ma che ne fai di Dante, Alorian è meglio. , continua a cercar l'amor tuo caro e pazienza sarà ripagata.
