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Impressioni 17 ottobre 2009 · lettura 1 min · 1861 letture

Furie

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Gianni Marras 29 poesie pubblicate
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Brucia l'avita foresta solida di muschi, avvampa l'aria in un torrente di foglie, crepitano i rami, ardono i tronchi, veemente un turbine venefico si scioglie a lusingar delle fiamme il gemito tremendo. Temo di siffatti incubi il tormento, annaspo seppur immobile, sondato da occhio ineffabile, disperdete, Furie, questo strazio indicibile. Muggite venti impetuosi, affinché io salpi per rotte impercorribili. Mi recherò dove spira la coda della tempesta e repentini tacciono gli ultimi voli, ove regna Lei di grazia onusta. Dimorar vorrei nei Tuoi assolati paradisi e nelle valli opulente, affranto dai languori perturbanti de' miraggi ingannatori, riverso sul mio giaciglio d'erbe a rimirar d' Orione la triade silente. Accoglimi tentatrice Sibilla sovrana di cotanta villa, dipana tu la trama del mio destino, asciugherà anche l'ultima mia fervida lacrima, questo tuo sole assassino.
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Gianni Marras
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Commenti (2)

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Nadia Mazzocco19 ottobre 2009

Molto bella e molto suggestiva, anche nel titolo. Direi... disarmante, beata la Musa a cui è dedicata

meravigliosa poesia che profuma di antichi pizzi preziosi, come le tue parole... bRAVO!