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Introspezione 24 ottobre 2009 · lettura 2 min · 3666 letture

No, no. Deh, quanta pièta ‘l cor mi bagna

A
Alorian 18 poesie pubblicate
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No, no. Deh, quanta pièta ‘l cor mi bagna e lieve soffia di coscienza e lambe le fronde e non t’affligger alma stagna nell’ira folle ch’orbi ti fa l’ambe due occhi del veder il ben di parte. Mòstrati quella ignudo infin le gambe più del coverto piagner di tua arte. L’inveir è sputare Amor che truona. Somma voglia è l’odiar omai in disparte della vita, e amar contra persona. Non sdegnar, alma lacera, di cui c’è fiato l’esser vero ch’entro suona. Io son colui che t’alza poi che rùi. Io son colui che per gran tempo fosti. Colui che paga per l’errori tui. I mal ch’al tuo voler fuggon ascosti schifi oltraggiata come iroso in pena perché non sa del vin ch’ignora i mosti. Ritorna a tua matèr che in te si scena, pensa ciò che t’imbocca ’l primo autore. E’ l’or che tua memòr ti rieda plena. Amor artiglia lesto ’l gentil core com’aquila suol far con la sua preda, e ’l trofeo non molla pria che more. Amor sostène e abissa sanza meda, di luce tigne i giorni o di tempesta, per fato questi il pasce o li depreda. Amor da cenre dolce si ridesta come in aer maestosa la fenice e volando soave il mondo assesta. Il tuo penser ch’a Lui lo svago addice è pellegrin che va per fioco viaggio, ma questo metro a te e in eterno dice: "Elli è folle, ma in chi ne fa un oltraggio rifiutasi di porre sua radice. Nel fiacco non divampa, in chi ha coraggio! ".
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Rappresenta la risposta della parte"buona",saggia, dell’anima (scritta perciò in endecasillabi, e con termini più ricercati, quasi a evidenziare la calma con la quale parla) alla parte invece accecata dal fumo della rabbia, rancore, rappresentato dalla precedente poesia (scritta in ottonari max in novenari, per meglio rappresentare il tono offensivo tipico di chi è arrabbiato e ti scaglia addosso qualsiasi cosa gli passi per la testa).

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Alorian
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Commenti (7)

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Giovanna De Santis24 ottobre 2009

m'inchino a supremi versi così veri, così pallpabili ...ed è vera poesia forse mi rendo conto che tra noi c'è la reincarnazione, dell'inestimabiile, insormontabile Dante ALIGHIERI. nel mio io m'inoltra la persuasione di non sbagliarmi.

D
DarioC 8524 ottobre 2009

se nascevi qualche secolo prima adesso eri sui libri di scuola... scritta molto bene, con immagini davvero belle e termini ricercati! !

Gabriele Tudisco24 ottobre 2009

Finalmente il Sommo poeta è ritornato. Dante ti fa un baffo. IL tuo monologo è stupendo, come al solito, e credo che l'anima cattiva vince sempre su l'anima buona, purtroppo. Sbaglio?

Nadia Mazzocco25 ottobre 2009

Maestosa questa tua Poesia Scusa, non sono brava a commentare poesie cosí importanti, faccio un po' di confusione fra sonetti, acrostici e acronimi... terzine, settenari, quartine di ottonari... ma le tue poesie mi piacciono moltissimo!

M
Marco Cortese25 ottobre 2009

E ma qui siamo di fronte ad un genio dell'antico poetare. Insuperabile! Resto così stupefatto che mi mancano le parole per commentare la piena bellezza di questa poesia in toto, anche nella incredibile ricercatezza delle parole d'uso dantesco. Senza fiato!

Devo ammettere con tutta onestà che ho faticato non poco a leggere un linguaggio che non mi è congeniale ma, leggendo più volte, ho apprezzato l'impegno impiegato per la stesura dei versi un impegno sicuramente grande e la ricercatezza delle parole che via via divenivano sempre più comprensibili, permettendomi così di leggere in modo più fluido e comprensibile. Così ho voluto commentare

Avevo letto anche il sonetto. Ma adesso stupisci. A me piace la poesia de '200 e nel mio comune (Montieri) abbiamo due spendidi documenti del 1158 e 1259 (La Guaita di Travale ed il Breve di Montieri) due documenti in lingua volgare che anticipano la Divina Commedia di quasi 100 anni, segno che nel mio comune l'italiano era già diffusamente parlato. Certo con una girata da queste parti la tua poesia "antica" sarebbe davvero perfetta anche se ci sei riuscito benissimo senza sorbirti questo viaggio.