Là dove volano i gabbiani
Odio queste folle ai mercati,
lasciano debiti che non posson pagare,
vite sudate sciamano come neri stormi impazziti
da un albero all'altro planano sui campi di grano,
trionfo del giallo prorompente
al limitar delle radure verdeggianti.
Dimentichi d'esser nati gabbiani li depredano.
Spasimano nell'oblio la voluttà dei voli librati
e l'ebbrezza di micidiali picchiate
ad accarezzare d'un colpo
flutti schiumanti e scogliere aguzze.
D'ali biancheggiava la costa
intrisa di brume salse
sotto il cielo disperse
nello schianto delle tempeste.
Padroni degli incolleriti alisei,
padroni di niente
padroni di sé...
Goffe ombre rotolano
dall'aura dei voli perduti,
li troverai pascersi gai
sui letamai.
Voci roche d'alterco,
come acide comari contendono
il miserevole banchetto.
Imbelli padroni di fetidi alisei,
ingordi padroni di niente
infidi padroni di sé.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (4)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
J
JuRock8 novembre 2009
Bella poesia ben strutturata. Molto gradevole da leggere con calma. Piaciuta
Rosy Marchettini8 novembre 2009
Questa tua poesia mi ha molto colpita E' veramente superba! Analisi completa e profonda dell'essere umano Piaciuta ed apprezzata nel profondo
F
Franca Canfora8 novembre 2009
Dal tono forte e deciso, e dalle metafore incisive, è una bella poesia che riesce a colpire il lettore. Da rileggere.
Nadia Mazzocco9 novembre 2009
Molto ben strutturata, bella e vera. Si prova una sensazione forte nel leggerla, mi ha molto colpita.

