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Introspezione 18 novembre 2009 · lettura 1 min · 1681 letture

Dell'Amore pagano

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Gianni Marras 29 poesie pubblicate
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Arrembanti galoppano nell'aria i sogni pagani, quel che volevi: un viso nell'ombra, il desiato altare cui sparger a piene mani ghirlande colte in mezzo al mare, attraverso gli uragani. Ce l'hai, ce l'hai. Sul fioco limitar del sonno, invocata Lei riappare, -cammina tra i gigli come Nausicaa- madida di profumi, d'incenso asperso del santuario d'Amore, etereo angelo dal ciel riverso. Si reincarna in te lungo l'alba finché Voluttà non dissolve acre nelle volute bleu delle sigarette. E Tu pagherai troppo cara questa malia troppo umana. Gemerai cantilene, piangerai disperso, nelle tue corrusche pugne, lacrime sì copiose da colmar fossi, per abbeverare il trionfo delle gramigne, lussureggianti nei campi dei perduti passi. Cammina tra i gigli come Nausicaa compare invocata madida di sentori etereo demone dagli inferi asceso.
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Gianni Marras
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Commenti (2)

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Clodiaf090418 novembre 2009

In bilico sul burrone dell'idolatria verso la donna amata il poeta ne descrive la pagana sensualità. E si vota a lei, fervido sacerdote. Piaciuta.

Nadia Mazzocco22 novembre 2009

Straordinaria lirica di grande impatto emozionale. Si, veramente, apprezzatissima!