Sul filo con Mr. Autoritratto
l'arroganza delle mani,
l'inutilità. che cosa rincorri, Mr. Autoritratto?
ho pisciato. ho
pisciato sul fuoco, ho scoppiato la pena, ho
sputato alle farfalle sulle labbra. e lo faccio, lo faccio
ancora.
non è questione di specchi, Mr. Autoritratto. siamo
due oceani disorientati, destinati, salati, grotteschi.
sul filo, in equilibrio ridicolo. tra la
fame del nulla e un soffitto di rose, così vive, così vive
che ci sembriamo sicuri, tu e io.
disegnami. colorami. scolpiscimi. Mr. Autoritratto, ispirami.
sono pieno di sangue, ma non capisco come.
qui è tutto blu, è tutto viola nell'aria e gli occhi e i sudori e le conversazioni che ci
rimbalziamo. i grandi amori che non meritiamo. gocce di
pioggia coraggiosa e nemmeno una bocca spalancata, solo fotocopie di
ombrelli in bianco e nero.
ho sognato di te, Mr. Autoritratto. eri un quadro e piangevi e
ti chiamavano clown. sullo sfondo, locuste e assi di picche e
donne con cosce succose. certo, ho avuto paura ma
posso comunque allargare le braccia,
capisci
cosa
intendo?
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Commenti (1)
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Pietro Roversi13 dicembre 2009
Scritta tutta d'un fiato? si legge tutta d'un fiato. Estro e precisione. Ottima!
