Oh
l'ombra delle farfalle. come no,
mi dici.
e le mani, le paure che mi spettano, cerca
di concentrarti. ho un elefante
parcheggiato in salotto e un nano tra le
cosce, mi dici.
e lo specchio, i bagliori che mi aspettano, Miss
non girarti. ho da vomitare sudori caldi e una macchia
sul vestito, mi dici.
e i satelliti, le comete che mi affrettano, perché non scendi
dal soffitto? ho tutte queste caviglie da consumare e il tempo
dalla mia, mi dici.
il tempo dalla mia, mi dici.
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Commenti (2)
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Clodiaf090418 dicembre 2009
Surreale nelle immagini e profonda nel significato, che ci ricorda come sia difficile capirsi e comunicare dal momento che ognuno di noi ha un diverso metro di giudizio del mondo e delle sue categorie spazio- temporali.
Pietro Roversi19 dicembre 2009
Il cubismo diventa amico, consuetudine. E il sogno. Il dialogo con se' stessi. Oh! Una voce originale, allora davvero poetica.

