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Festivita' 27 dicembre 2009 · lettura 1 min · 1849 letture

Il pane buono della festa

G
Gianni Marras 29 poesie pubblicate
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Ha chiuso gli occhi per indugiare nella polvere, neppure un Cireneo ad alleviarle il cammino. Tu Padre l'hai vista, ginocchia sbucciate, salire sulla croce dolente, in ginocchio attraversò le vie petrose della rettitudine. Dimmi che nell'infinità della Tua dimora l'hai presa per mano per condurla nell'angolo primo della mia memoria. Là ancora crepita il fuoco del leccio e ancora Lei e la Nonna infornano il loro pane buono della festa. Là nella dolcezza ancora mi sorride e in un bacio eterna sussurra: "Sono io la tua Mamma".
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Non sempre il dì di festa è gioia e sfarzo, talvolta emergono dall'intimo malinconici ricordi...

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Gianni Marras
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Commenti (4)

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Doraforino27 dicembre 2009

Emergono ricordi che ripercorrono setieri antichi, dove la mamma e la nnna infornano il pane fragrante! e in un bisbiglio sussurra: "sono io la tua mamma". Versi che arrivano al cuore.

Rossella Gallucci27 dicembre 2009

Commovente, scritta con lessico ricercato ed elegante. Molto paiciuta

Rosy Marchettini28 dicembre 2009

Invocazione al Padre per la propria mamma, quella mamma che non è più fisicamente vicino al proprio figlio Immagine psicologica quella della preparazione del pane di interessante e profondo significato Versi che sembrano esser preghiera Versi che sono un urlo interiore che non si ha avuto vergogna ad esprimere perché è giusto che così sia Molto bella questa poesia Piaciuta moltissimo

Carlo Sorgia29 dicembre 2009

Una riflessione elevata che porta ad una dedica sublime Commovente ed intensa.