Il pane buono della festa
Ha chiuso gli occhi
per indugiare nella polvere,
neppure un Cireneo
ad alleviarle il cammino.
Tu Padre l'hai vista, ginocchia sbucciate,
salire sulla croce dolente,
in ginocchio attraversò
le vie petrose della rettitudine.
Dimmi che nell'infinità della Tua dimora
l'hai presa per mano
per condurla nell'angolo primo
della mia memoria.
Là ancora crepita il fuoco del leccio
e ancora Lei e la Nonna infornano il loro pane buono della festa.
Là nella dolcezza ancora mi sorride e in un bacio
eterna sussurra: "Sono io la tua Mamma".
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Commenti (4)
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Doraforino27 dicembre 2009
Emergono ricordi che ripercorrono setieri antichi, dove la mamma e la nnna infornano il pane fragrante! e in un bisbiglio sussurra: "sono io la tua mamma". Versi che arrivano al cuore.
Rossella Gallucci27 dicembre 2009
Commovente, scritta con lessico ricercato ed elegante. Molto paiciuta
Rosy Marchettini28 dicembre 2009
Invocazione al Padre per la propria mamma, quella mamma che non è più fisicamente vicino al proprio figlio Immagine psicologica quella della preparazione del pane di interessante e profondo significato Versi che sembrano esser preghiera Versi che sono un urlo interiore che non si ha avuto vergogna ad esprimere perché è giusto che così sia Molto bella questa poesia Piaciuta moltissimo
Carlo Sorgia29 dicembre 2009
Una riflessione elevata che porta ad una dedica sublime Commovente ed intensa.



