Ah
e poi passano. bere vino nero e fumare come i
porci, poi passano. teste di zucchero e cosce troppo e cosce
troppo e sangue e occhi da chiedere scusa per i pensieri, per i
pensieri. oceani e oceani e oceani e nemmeno una parola per cavarsela, non una. qui
che le strade le chiamiamo notte e la primavera è una vergine dalle gambe divelte e il
viso come pali nella gola e la gola non respira e la gola non ce la fa.
la terra promessa. proviamo, magari insieme, al tre: la terra promessa. che una stella, che
una rondine, forse un paio, è tutto ok. ti dico, è tutto ok.
e nemmeno considerare: il soffitto che si gira, il clown che piange, il satellite con
il tuo nome inciso e il mio nome inciso accanto che
viene giù.
che
viene giù.
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Commenti (1)
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M
Maurizio Brancaleoni15 gennaio 2010
decisamente inaspettata... frenetica... mi è piaciuta.