402 lettori online · 360.663 poesie · 7.571 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 5 marzo 2010 · lettura 3 min · 1250 letture

Oh la libido mi si torce dentro!

F
Fausto 20 poesie pubblicate
+ Segui
oh la libido mi si torce dentro! Punta la sigaretta nella bocca stracolma di mozzichi. In quell'imbuto colloso che è la Traversagna, con quelle baionette di cedri puntate al cielo, con i campi puntellati di stornate macchine agricole, Lui viaggia con un sorriso che pare una vescica e un dominio distratto di denti. Nelle calde estati versiliane in questo rivolo di bava così battuto dannatamente, le puttane hanno schiene apponte che non si perita a martirizzare ora in tondo ed in lungo e in largo come un atto infecondo. Ci si muore per poc'attimi ed in folle, col motore in oratoria saltellante, la bugia saldata spessa tra le ruote, quel tanto da soddisfare una curiosità coatta. In questo muto singulto capitoliamo entrambi, due figure accarmelitate, che sbarcano di tanto in tanto la testa come in un conteggio di stasimi. C'è ancora il puzzo della donna morta -esca tra l'esche- magari, nell'angolo più alto, dove facile si cede al bisogno o al sesso sterile, ma i piccolo focolai come punture d'insetto ne hanno elaborato il lutto. Il fumo che esce dalla bocca di una puttana è la richiesta d'aiuto dell'anima, Lei che si torcicolla dalle moine una giga funerea, nel mentre per te si sloga il bacino l'ultimo atto prima della resa. (Lui si accosta ad una impubere macchiolina caffellatte...) Gli occhi dallo sguardo ancora incartato, come due piccole onde la bocca nel rilascio della risacca, l'imbarazzo del seno, (Le sussurra in un orecchio) (Lei sorride militante, non sa di aver saltato a piè pari almeno dieci anni) Lungo quel collo di strada non battuta la porta a digerirla fra le frasche. Nell'attesa girovello tra le sue cose, un guanto da lavoro, un terno secco al lotto, una foto di lui e della sua bimba carcatagli addosso e quando infine poggio lo sguardo oltre il vetro rivedo il suo, poc'attimi prima, nel giro a fiato corto e sul collo e nel fondo di esso. Solo due mesi prima trovarono da queste parti un ordigno della seconda guerra. La terra l'aveva quasi disciolto sotto una lingua di pinucoli, come una compressa antispasmica contro il nostro incedere ulceroso. Ben più profondo l'accento che prese la bocca o la spiaggia al coperto della mia mano destra; frullai addirotto lungo una schiena di gigli selvatici appena un urlo cristallino mi bussò alle tempie. In fondo ad uno spiazzo di stomaco lei riversa note profonde, basse, calata la biancheria come una ciglia pestata dal sonno. E ad essre un uomo parevami lui una coperta troppo pesante, un frastuoni di chiodi, con due noci bitorsole per mani puntate agli occhi di lei affondati in una sciarpa di carne rossa e fresca. Feci in tempo a portarlo via... nella nostra fuga il resto del giorno annotò tutto, anche il continuum di schiavi del suo lamento a chilometri di distanza. Lungo la Traversagna il mio abito è tra le puttane. ...più tardi... -tu cosa prendi- -Io il solito...- -metti tutto sul mio conto-.
♥ 0 💬 2
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
F
L'autore
Fausto
Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Veitla5 marzo 2010

bella questa poesia... mi ricorda non so perché i sette nani che vanno nel bosco... andiam andiam andiamo a lavorar!

Zima5 maggio 2010

una poesia che diventa quasi un racconto, lungo, lungo, ma non per questo stancante, né noioso. un continuo mescolarsi di erotismo e paesaggio e riflessioni diffuse. un saltellare di flash- back. l'ho trovata bellissima! ps. faccio presente all'autore che c'è qualche piccolo refuso all'interno del testo.