Occhi nella rugiada

L'alito sornione della sera
pigia dolcemente pisolando.
Forse la sera attende il tuo ritorno.
Sapessi quante sere attende l'amor mio
per questa sera immota?
Investito da migliaia d'intenzioni,
ebbro di quieta speme,
adorno di carezze il nome
tuo, verso l'infinito.
Osservo meglio, dopo una notte
insonne, il volo di Zeffiro, brezza
soave. Blindo lo sguardo forte,
atto a misurar l'ebbrezza
dei miei pensieri in te.
Ahi quanta voce rotta,
or pieno e pronto dei tuoi
ricordi amati, piango.
Io piango e, le mie
lacrime s'aggiungono
al pianto dell'amato amor.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!