Una carezza
Naufrago riposa il cuore mio impaurito.
Dentro me stesso scorgo un lumicino di
speranza. Sarà soltanto vana? Seppure vana
è sempre una speranza dentro me. Che
torna a luminar compostamente.
Ora trema il senno mio, si trema di
scompiglio al tocco del suo dito.
Mi ricompongo sgretolando i segni
del tempo che sossopra disgregai.
Fanciulla, ma che fai? Il tocco tuo
sa ancor di calde e ardenti velleità.
Saluti questo amor cosi negletto?
Rendilo partecipe nel mio rammaricar,
ché i miei dolor sian dell'alma i pegni.
Disunito in me saluto questo amore
e la carezza che ancora mi sconvolge.
E turba e mi frastona indocilmente.
Capriccio di un mistero che dentro te
risuona stabilmente. Strepita l'incanto
mio sentir. E ancora caldo il palmo tuo:
brucia senza fine nel mio cuor.
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