Desideri repressi

Di corsa attraversai tutto il giardino,
tra le maestosità degli olmi e quelle
pietre posate da millenni lungo
tutto il tuo viale irregolare.
Con evidente spirito in subbuglio,
bussai e ribussai per chiederti perdono
e comparir cosi, col mio dolore, per
trovar scampo debolmente alle
virtù celate nel tuo orgoglio.
Comodo mi fu per torturare finemente
lo smarrimento, che dalle fondamenta,
fuoriuscì improvvisamente dal mio cuor.
Peggio d'una guerra, e peggio d'un massacro.
Nulla dell'astuzia, nulla dell'ardore
restò nella mia mano fiacca. Solo
il respiro mio aghiforme continuerà
a restare e solitario e solo. Foriera
esce di scena qualsiasi mia capacità.
Stringo senza tempo la mia innocente
fronda. Non sono i desideri
che sono diminuiti, son gli
attimi reali ammutoliti e morti.
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