Del mio spirito errante

Questa luce che fu di me splendore,
che fu di me ricordo antico, altro che
spenta! Sai, mi rifiammeggia. Ora il
mio spirito s'è fatto prigioniero,
errante insegue una chimera.
Asperge, dall'aggraziato tuo ritratto,
talvolta responsabile di un battito
più lungo, un cumulo di lieve
continenza. L'eco della purezza,
insomma. Ma l'eco della luce
si fa grande preghiera, diventa
ardito amor, d'amore che verrà.
Valica qualunque terremoto, forma
martirio, quali che siano i pensamenti miei.
Dov'è il rammento mio? Dov'è la
mia equità? O giubilo, preziosa pietra,
e balocchìo della cagione prima.
Vagabondando vive in gherminella
il mio ideale. ha perso la possenza,
ma non la sua speranza, se può, pian
piano, aumenterà altresì la temperanza.
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