Il Pirata di Dio (Tagliacozzo)
Azar Rudif
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Son tutti uguali,
dall'alte vie del falco,
i campi di battaglia.
Son uguali e senza bandiera
color che giaciono
a fin di tal scontro.
Ma il familiar appoggio
s'alzò al grido del falco
tra i morenti corpi
e un'ultima volta
ne accolse il volo
il destro braccio del falconiere.
Erano le sue ultime parole
ad affidargli quel Ruggero
sua ancor piccola discendenza.
Il gran falco si partì
da quel braccio morente.
Mai più lo avrebbe condotto
cacciator del re stupor del mondo.
Tornò alle sue alte vie
verso Oriente ov'era Brindisi
mentre a valle si consumava
del Corradino la sventura
e la vittoria dei guelfi angioini
servitori di papi guerrieri.
Ma il falco volava alto
sempre più alto
dalle umane follie.
Or tutore e non più cacciatore.
Errò chi sentenziò
che i falchi non piangono
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (3)
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Calogero Pettineo25 maggio 2010
Tutti piangono. bellissima ed originale lettura, sono rimasto affascinato dalla narrazione, dalla intensità e dalla stesura. i miei complimenti.
Danielinagranata25 maggio 2010
Stesura originale e impeccabile che affascina molto gradita
Barbara Golini4 giugno 2010
non l'avevo vista questa tua! egregiamente scritta a ricordo d'un evento storico che mi tocca da vicino, Tagliacozzo è in Abruzzo e dunque la sento un po' mia questa storia di cui mio padre mi raccontava da bambina... piaciutissima!



