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Fantasia 9 marzo 2015 · lettura 3 min · 1589 letture

Strani Commensali

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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S'è fermato il treno in mezzo alla campagna dove pioggia non bagna, i sogni diventano realtà e di lei ricordo beltà. Ed ogni volta è un pugno rosso alla bocca dello stomaco I senza sogni ruberanno fili d'erba da masticare per guardare, poi, le nuvole alte andare per guardare il volo di mille cicogne rare a sera far rotta verso il fumo di lontani camini e sulle rotaie il treno riparte per le loro case. Ho lasciato il libro delle formule di portata per volare su leonardesca portanza senza fili d'erba per pietanza avevo un sogno di gran baldanza. Dissolto in brame, da sogno son rapito nel vento che suona sulle mie voglie, non mille, ma più di cento e cercatore d'oro in freddi torrenti imparai che nel fango sono celati i diamanti e dal fango spesso nascono fiori declinanti il solo ausiliare essere agli ignari mascheranti Ed allor torno a volare su un’aria di note che divien vento e talvolta tempesta a gonfiar vele e sogni per fuggire incubi e nuoto e affogo nell’abisso a nascondere la mia penna preferita e uso congiunzioni per fondere pensieri, uccidere la falsità di mille follie false chiusi in un Moleskine nero sotto un pesante tomo del leonardesco volo che leggevo in uno specchio da solo. Uno specchio dove non trovo più la mia immagine persa dispersa aldilà dell’argentato riflesso del vetro vedo alle mie spalle il vuoto ora sorvolato. Pagine ingiallite, con inchiostro rosso, ho un’ala bianca per volare una nera per planare dove i vulcani del Nulla fondono nuovi idoli nelle mani affumicate del maestro del ferro e una scintilla buca ed apre il mio occhio. Datemi un treno sbuffante, bello e terribile nel suo sferragliare verso il futuro nelle verdi praterie del Walhalla. Ho nello zaino di tela due pugni rossi uno per Odino e l'altro per Manitù, Quetzalcóatl è già sulla griglia dove bruciano i libri non all’Indice e il volo di Leonardo. Ho per taciturni commensali Erasmo e Friedrich e Giordano è l’Immenso cuoco. Saremo serviti dall’Ingegnere De Campos con vino rigorosamente rosso rubino, Monsieur! Chiudete le porte, sennò diventeremo tredici e mio papà dice che devo ancora stare qua.
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Stavolta sono sfuggito al controllo di Azar e nella fretta m'è uscita questa follia. Anche colpa del Vino rosso che mi ha fatto fare confusione, ma la combriccola era divertente, sopratutto Nietzsche. In sottofondo il Blues condito col Rock e la nona di Beethoven... potete buttare l'altra musica, per me. Scusate la lungaggine e la follia, ma quando ho aperto il vecchio moleskine sono cadute tutte le parole e le lettere e si è mischiato tutto... come nel pezzo musicale... Un giorno impazzirà anche il mio psichiatra!! Mein Got!

L'autore
Azar Rudif
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Commenti (6)

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Pagu9 marzo 2015

Una poesia "racconto" di un momento, di uno stato d'animo, di mille pensieri e congetture che conquistano la mente. Un lavoro complesso, a tratti profondo, a volte quasi ironico e sorprendente. Un bel leggere. Complimenti.

Grazia Denaro10 marzo 2015

Una poesia divertente, d'altronde la fantasia è divertente si racconta ai bambini per interessarli e farli divertire, piaciuto leggerla.

Eolo11 marzo 2015

Sentito e il ricordo, così aleggiante tra memoria e nostalgia, Metafora di un viaggio antico.

Francesco Rossi15 marzo 2015

Pensieri che veloci volano via con le ali dei motori di possenti dinamismi accesi dal razzo della fantasia attraverso paesaggi inventati tra incanti di dune e miraggi.

Rasimaco16 marzo 2015

comporre immagini e metterliin versi in un momento in cui la fantasia vola nostalgica... uno strano viaggio nel tempo tra note più o meno note ma tutte volte ad un intento... spettacolo! piaciuta ed apprezzata.

Duilio Martino25 marzo 2015

Fervida fantasia. Una poesia da leggere attrntsmente pet coglierne tutte le sfumature... E poi colpiscono i suoni. Complimenti.