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Introspezione 8 giugno 2010 · lettura 2 min · 1129 letture

La mia eternità

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Lorenzo Pisanu 67 poesie pubblicate
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Non sono forse io il padrone del mio tempo? Non sono forse io il Dio di me stesso? Trombe d'ebano risuonano nella mia tranquillità. Nel freddo e nel silenzio di questa oscurità. S'adagia anche l'istante nel balenio improvviso delle stelle in vago sogno. E nel frullio del cosmo cominciano a danzar anche i pianeti. Muovo, con sentore di virtù, la mia coniuge innocenza, figlia d'un'età non pronunciata. Molteplici colori disegnano l'ordine primario della quieta conoscenza. Ortodossia di un segno dal molteplice respiro e carezzìo di profumate intensità. Bacio ad una ad una le libertà del cielo, le mete già raggiunte e l'igneo mutamento. Figlio, non solo dell'intero, ma parte del molteplice silenzio, parto dell'eterno movimento. Impenetrabile apertura per immortale accesso. Libero il pensiero dall'immaturità dei sensi, infatuato dal cortese immaginare la puerizia, l'arte e l'età d'oro. Infiocca dentro me la solitudine dei vinti, il sonnolento insorgere dell'ostico clamore di dei, di donne, di danze, di tribù. Perdute e riperdute nell'adagiar del tempo, dove la polvere ricopre il pianto degli eroi. Ahimè saggezza, è dissecato il mare delle idee. Ma il mormorio struggente del ricercato amore sorregge il mio ritorno all'infinito.
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Lorenzo Pisanu
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Commenti (1)

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Stefania Cirillo9 giugno 2010

Esiste una natura che impone rispetto e timore reverenziale, che dispiega un tale senso di intensità che sentiamo di toccare qualcosa di universale e forse di eterno, tanto che l'attimo assume un carattere numinoso e sembra espandersi senza limiti nel tempo. Sentiamo dissolversi ogni confine fra noi ed il mondo esterno, poiché ciò che stiamo sperimentando è al di là di ogni tentativo di catturarlo nel pensiero logico.