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Impressioni 15 giugno 2010 · lettura 1 min · 1074 letture

Il tardo muovere

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Fausto 20 poesie pubblicate
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Tardo muovere, estatico errare, varco la soglia, entro in una casa che è come una pancia contrita dagli spasmi, chiamo, ma dal peso, del tuo nome me ne libero con noncuranza e l'assillo non vederti, tu che m'introducevi sempre con una stretta di mano andata a male. E' da Ognissanti che covi la tua carne, pensavi fossi sgusciato via come un rivolo di scolo! "Così m'ha fatto mamma!" questo ammasso senza coscienza "e dei muscoli e delle vene non so più che farne" quale buon Dio ti ha creato così scomodo (pensa a me che ti seguo a spartire l'ennesimo errore) Buon occhio! (non scherzo) sei proprio mescolato col nero, bada! (l'occhi gli si rivoltano come uno schiaffo) che col nero hai pattuito un raggiro! Col tempo abbiamo slavato le nostre condotte, destituito i nostri padri. Con acqua sporca ammorbato abbeveratoi, è una moria di bestie questo portarsi in giro... Ti prendo a cottimo, ti cedo volentieri la mia voce nel giorno più lungo dell'estate più becera.
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Fausto
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