Nello splendore fuggitivo di sguardi tersi nell'immenso

Conosco me e l'abbondanza dotta
di un solitario invaghimento. A te
son debitore o perla appariscente.
Hai reso dolce e ancor più dolce la
mia finezza e il tatto, hai elargito in
dono, il fianco, la dolcezza e la virtù.
Guardiamo penetranti oltre l'oblìo
della speranza. Pencolamento ondoso
d'amor in vibrazione offusa.
Inebriante ragionar di me coi tuoi
pensieri eccelsi. Acuti intrecci dilettano
le nostre limpide movenze, perno
del consueto mio scompigliar ingente,
l'estasi di sguardi sciolti in rapidi squillar.
Riconciliamoci nel pasto degli dei, a fior
di ebollizione ludica sensuale.
Colpa d'amor.
Svagare e non sentirci, e trascurare
il fiotto mondo, congiungerci indivisi
e ristorarci del mar, le stelle e il nostro
amore infesso. Alacrità soavi d'edenico
colloquio, sposi d'illibate amenità.
Genufletto la mia fiaccola munifica
all'indirizzo tuo, vibrante sera.
Sontuosità di grazie ora m'accolgono
irrobustendo l'inguaribile sognar di
bocca in bocca. Emuli d'eccitazione,
penetra l'ardore in foga somma.
Oltre l'abisso dell'esaltante apoteosi.
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