Come pesci abissali
Il mio aspetto grottesco scivola nei liquidi che circondano le terre emerse.
Rifuggo gli occhi umani.
Sprofondo nell'abbraccio delle silenziose piane abissali, basaltiche e buie alla ricerca delle tue luci
per addentare, voracemente, le tue trasparenze.
Un bagliore squarcia il silenzio, vicinissima la tua lanterna, nascondiglio dei tuoi denti spaventosi, corona la tua enorme, elastica bocca.
Rapida mi inghiotti.
Nel tuo stomaco estensibile, la mia gioia
di essere il tuo cibo è il nostro nutrimento.
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Commenti (1)
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In Venere veritas1 luglio 2010
il piacere di essere divorati e perdersi nelle profondità di uno stomaco infinito... che bella anche così!
