Fine estate
Non possiedo mirabili ricchezze
per acquistare calde gemme preziose
da donarti per adornare la tua pelle nuda
sotto questa luce di fine estate
che fioca scivolerà sugli aculei dei ricci delle castagne
frammentandosi come bolla di vitreo sapone.
I tuoi occhi, forse, assumeranno la forma della pioggia
che licenziosa accarezzerà l'incavo tra i tuoi seni
privilegio e piacere conosciuto solo alla mia fantasia.
Coccolerò il tuo ricordo,
leccando le ferite
pungenti dai palmi
delle tue mani
che mi hanno spinto con i loro colpi
al di là di quanto mai avessi potuto solo immaginare.
Oltre il mio altrove
all'interno del tuo mondo
ai confini dell'immaginabile
che ho esplorato
sino a dove tu mi hai condotto
e dove tu mi hai abbandonato
per paura.
Urleremo i nostri nomi nel buio.
©
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Commenti (2)
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In Venere veritas26 ottobre 2010
amico mio, profetica. oggi sentivo la radio in un negozio di biancheria: it 'sn't over til it's over. banale ma vero.
luigi8826 ottobre 2010
Non in pieno con Venere... when it's over, you must give in and forget... voglio dire che in un certo senso, quando ti sta crollando tutto il pavimento sotto, anche senon in modo evidente, ma lo si percepisce, e si è anche consapevoli del ftto che sarà una cosa senza freni, inesorbile... una grossa fregatura universale... fidati, è matematicamente dimostrato... comunque la poesia è molto bella, scritta bene e affatto banale il linguaggio... bravo...

