L'immorale
Il visibile racchiude l'invisibile,
lo specchio e con più garbo il vetro
come lo sguardo estraneo d'un vecchio
che si guarda indietro – si gioca
di rimando con le illusioni quando
la memoria disloca previsioni a caso
e le previsioni si fanno storia.
M'annoia la pace, il prete loquace,
l'arcobaleno sui balconi, il distinguersi
dal conforme e il conformarsi alle distinzioni,
e mi vengono le verruche se ascolto
sermoni, prediche, arringhe e preghiere.
Il verbo sollecita carne e sangue,
più che ascetiche chimere.
Dio inchioda i suoi figli falegnami alla croce:
senso dell'umorismo o coerenza atroce?
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Commenti (1)
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Amara7 luglio 2010
...è davvero bello poter rileggerti... in questi versi di distacco e lucidità... in cui riflettersi... e riflettere... sembrano scritti con un sorriso ironico sulle labbra... l'interrogativo finale... racchiude e lascia aperte molte domande... mi catturano come poche le tue poesie... ed è superfluo dirti... bellissima...
