Passo leggero

Ancor non è mattino.
L'odore terso lotta con il tempo.
Mi concedo un attimo pensiero.
Tra le mie braccia ripiegate
ho in viso il viso tuo. La mia
sinistra è fuoco di sensori e
la mia destra afferra fasciati
sbuffi di calori. Mi guardi,
impenetrabile, ne colgo
l'intricato delicato. Il fonema
più commosso afferro in mente
mentre ti guardo in volto.
(T'amo).
Mi sembra un gioco di riflessi,
perduti in riflessioni che
preavvisano carezze. Grazioso
scarabocchio scrivo intorno
in dolce lingua antica.
T'amo.
Io non posso sognare altre regine.
Sei tu la dea che ha vistomi
sedurre il cuore impenetrato.
Solletichi l'immagine sensuale
che scotta dentro me.
Con passo alleggerito solco
il tuo vagare alla ricerca
del palpito infinito.
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