Uomini
Chiara Pinnone
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E venire giù dalla montagna
come macigni di paglia.
Sfinirsi sul grano ambiguamente
per avvampare sul corpo
della vita.
Solo gelo ad attendere
criniere in fiamme di
luce esangue.
E venire giù per frugare
la piaga nel mondo scaduto.
Sanguinare simili a febbri
di viltà nel rosso di parole
sospiranti, ritardando di una notte
questo bimbo per sfuggire
al destino di sasso eternamente
immobile.
Piangere le fontane e saltarvi
dentro finché passerà.
E venire giù la montagna
sul cielo per poi condurre la
nube sotto il sole dopo una
notte di vento strisciante.
Saltare dentro le pozze per
trovare se stessi...
Per non avere nulla di un padre.
Non avere nulla... Se no la sua
triste sembianza di pedina umana.
©
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L'autore
Chiara Pinnone
Sono nata il 22 Aprile 1983 ad Augusta (SR).Il modo più pertinente per raccontarmi è sicuramente la poesia, poiché rifugiarmi in essa equivale a curarmi, isolarmi nella clinica dell’anima dove ogni silenzio risveglia l’arte della parola. E così:"Rompetemi gli specchi emorragici./Amputate i fili esili della mia raucedin
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