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Amore 2 settembre 2010 · lettura 2 min · 3469 letture

Odori di ferro

Chiara Pinnone 26 poesie pubblicate
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Odore di ferro sulle tue mani a scaglie. Carne nera a serrare zigomi di bulloni pungenti, negli stermini delle nostre febbri tetaniche. Ora, sotto i piedi di un cielo spruzzato di nero sordomuto, si contamina la terra contratta, infeltrendo costumi smessi insonni su altri passi avanti di feste. La luce delle piante non apre più polmoni apatici di finestre nei giorni furibondi di case murate. Odore di ferro sulle tue dita a scaglie. Carne di noi indietro senza peso. Gli attimi di solitudine digrignante reclamano in tasca addii riesumati di lettere sbucate da gole sature di rancori terminali. Adesso i riconoscersi non si somigliano più nelle parole, che ancheggiano nauseate in latrine di ventri cancellati. Odore di ferro sulle tue gambe a scaglie. Carne leggera di ossa grevi occhialute. Ora gli artigli ladri ci svaligiano via di materassi, graffiando scaglie di luna smaltate da sapori rigurgitati. Il buio dietro l'ombra di bouquet nani, svela abbaglianti polveri di carte d'identità,rinnovate su nomi di bambini pesanti che giocano alla lotta languida sotto coperte esauste. Odori di ferro sulle nostre mani a scaglie. E domani, dagli occhi, una chiave per lasciare al di là questa pioggia metallica, infangata da nuvole spellate di noi.
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CDB... eppure respiravo!

L'autore
Chiara Pinnone

Sono nata il 22 Aprile 1983 ad Augusta (SR).Il modo più pertinente per raccontarmi è sicuramente la poesia, poiché rifugiarmi in essa equivale a curarmi, isolarmi nella clinica dell’anima dove ogni silenzio risveglia l’arte della parola. E così:"Rompetemi gli specchi emorragici./Amputate i fili esili della mia raucedin

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Commenti (4)

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Versi che lasciano incisi i suoi stessi controsensi che danno il mero valore alla poesia... Al di la di piccole metafore, questa lirica è piena di grade estro... Io la vedo... Come un cacciare l'ultimo grido di un'amore che ormai ha logorato ogni piccola parte del corpo, in gesti corrosivi che fanno male... Vestiti di messi in scene per feste da comparire... Carni, corpi ai quali si dava quel peso d'amore che ora invece non ha... Una solutudine che vive di addii continui, che ormai consumano le gole graffiate di rancori urlate parole che rieccheggiano morte nei ventri ormai svuotati! Una chiusa che rivela come un'apertura verso un sereno cogliendo sfumature, sciogliendo nuvole dalle quali son uscite ferite! Meravigliosa Chiara complimenti!

Hermetic Lunacy2 settembre 2010

Odore di ruggine a ricoprire le ferraglie di due metalli un tempo fusi assieme, nel perfetto incastro dell'amore. Il tetano della nostalgia intride gli squarci delle carni non ancor cicatrizzate. Il petto sembra murato vivo nell'asfissia del buio. Come riesumare il sentimento dalle voci strozzate degli addi, dal vuoto colmo di solitudine digrignante? Nell'oggi sono sapori amari e nauseanti quelli di parole incise nel passato, ormai irriconoscibili. Con le luci del domani dimenticare dagl'occhi le rugginite lacrime e le scaglie di malinconia. Perdona l'interpretazione,è un piacere leggerti.

Aldo Bilato2 settembre 2010

il refrain intervalla il periodare... come lame conficcate nel costato... d'un amore morente... consumato e sparso come trucioli di ferro... di cui se ne percepisce anche l'odore... quando i pezzi da tornire... non hanno più niente da dare... così mi arriva... piaciutissima... comply Chiara... cià*

Stefano Sivo2 settembre 2010

Una capacità assolutamente unica quella di questa autrice, di tradurre cosi visceralmente il proprio sentire e, nella fattispecie, le piaghe di un sentimento così tormentato e logorante... E' uno sgomento ch'è essudato stesso dell'anima... e questo odore di ferro che si diffonde piano piano, fin quasi a rivestire l'intero corpo... come un cancro che corrode inesorabile. E la chiusa... come una rinascita... mondati di quella ruggine... per ricominciare o forse... per dimenticare...