Odori di ferro

Sono nata il 22 Aprile 1983 ad Augusta (SR).Il modo più pertinente per raccontarmi è sicuramente la poesia, poiché rifugiarmi in essa equivale a curarmi, isolarmi nella clinica dell’anima dove ogni silenzio risveglia l’arte della parola. E così:"Rompetemi gli specchi emorragici./Amputate i fili esili della mia raucedin
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Versi che lasciano incisi i suoi stessi controsensi che danno il mero valore alla poesia... Al di la di piccole metafore, questa lirica è piena di grade estro... Io la vedo... Come un cacciare l'ultimo grido di un'amore che ormai ha logorato ogni piccola parte del corpo, in gesti corrosivi che fanno male... Vestiti di messi in scene per feste da comparire... Carni, corpi ai quali si dava quel peso d'amore che ora invece non ha... Una solutudine che vive di addii continui, che ormai consumano le gole graffiate di rancori urlate parole che rieccheggiano morte nei ventri ormai svuotati! Una chiusa che rivela come un'apertura verso un sereno cogliendo sfumature, sciogliendo nuvole dalle quali son uscite ferite! Meravigliosa Chiara complimenti!
Odore di ruggine a ricoprire le ferraglie di due metalli un tempo fusi assieme, nel perfetto incastro dell'amore. Il tetano della nostalgia intride gli squarci delle carni non ancor cicatrizzate. Il petto sembra murato vivo nell'asfissia del buio. Come riesumare il sentimento dalle voci strozzate degli addi, dal vuoto colmo di solitudine digrignante? Nell'oggi sono sapori amari e nauseanti quelli di parole incise nel passato, ormai irriconoscibili. Con le luci del domani dimenticare dagl'occhi le rugginite lacrime e le scaglie di malinconia. Perdona l'interpretazione,è un piacere leggerti.
il refrain intervalla il periodare... come lame conficcate nel costato... d'un amore morente... consumato e sparso come trucioli di ferro... di cui se ne percepisce anche l'odore... quando i pezzi da tornire... non hanno più niente da dare... così mi arriva... piaciutissima... comply Chiara... cià*
Una capacità assolutamente unica quella di questa autrice, di tradurre cosi visceralmente il proprio sentire e, nella fattispecie, le piaghe di un sentimento così tormentato e logorante... E' uno sgomento ch'è essudato stesso dell'anima... e questo odore di ferro che si diffonde piano piano, fin quasi a rivestire l'intero corpo... come un cancro che corrode inesorabile. E la chiusa... come una rinascita... mondati di quella ruggine... per ricominciare o forse... per dimenticare...




