354 lettori online · 358.985 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Introspezione
Introspezione 4 settembre 2010 · lettura 2 min · 1729 letture

Traduzioni intime

Chiara Pinnone 26 poesie pubblicate
+ Segui
Stanotte, ho sciolto abbracci difettosi di pillole sul dorso di viscere nauseate. Facendo gargarismi di traduzioni intime, ho attraversato lo specchio. Una bambina, deliziosamente sinistra di sussurri in sordina, mi stropicciava gli occhi davanti. Mi sono vista. Accordando l'orologio, sentivo il lampadario ticchettare, scarico di ore divorate nel cannibalismo di nani in corsa sui secondi senza traguardo. Una bambina mi offriva fiori annaffiati da cani in preda alla paura di un'artificiale luna ululante. E così mi sono vista nella luce più bassa delle ombre. Accompagnando piedi di lancette callose, scivolavo dentro gozzi gracchianti di cucù che starnutivano giorni di calendari paralitici. Una bambina ciondolava braccia di maniche golose di polsi. Mi sono vista, di nuovo, dentro l'imbottitura ingravidata da un cibo ubbriacato di stomaco vuoto nell'offertorio di mani assenti. Tamburellando dita di fumo, vaporizzavo spirali grigie di compagnia su gengive sbattute da denti logorroici trapanati. Una bambina, sudata di cotone doppio sotto un sole di lana, voleva tornare a casa. Mi vedo ancora davanti alla porta adulta chiusa, spiata da fessure cieche di lampadine, che chiudono giostre di ciglia imbrunite. Abbandonando giacche di capelli intrusi, gettavo vesti in lavandini insaponati di cene lavate su cuscini di ispido crine. La bambina, disegnando il bello, colorava schizzi di protesi ottiche. Gettando avanzi di steli, strabuzzava ancora le palpebre e soffiava cartaceo vivido sulla mia pelle sottilmente udita. E così ho sentito. Valicando strade aperte di porte senza fessure di notti sudate che lasciano soli, sono tornata a casa.
♥ 0 💬 4
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Dedicata a tutti gli occhi... belli!

L'autore
Chiara Pinnone

Sono nata il 22 Aprile 1983 ad Augusta (SR).Il modo più pertinente per raccontarmi è sicuramente la poesia, poiché rifugiarmi in essa equivale a curarmi, isolarmi nella clinica dell’anima dove ogni silenzio risveglia l’arte della parola. E così:"Rompetemi gli specchi emorragici./Amputate i fili esili della mia raucedin

Tutte le opere →

Commenti (4)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Stefano Sivo4 settembre 2010

Un'introspezione di rara intensità, un viaggio a ritroso nella propria fanciullezza e che lascia trapelare i non pochi fardelli accumulati durante questo dilaniante percorso. Cio' che piu colpisce è questà capacità di sradicare dall'anima le sensazioni più intime e di tradurle in un linguaggio comunicativo assolutamente personale... che pur nella sua apparente astrusità riesce invece agevolmente a giungere al cuore del lettore... ed empaticamente ...a coinvolgerlo... ...e infine... sei tornata a casa...

Enio Orsuni4 settembre 2010

mi richiama alla mente con le abbondanti metafore una novella nera di lovecraft. da rifletterci ancora e rileggerla piano ma non cambieranno le sensazioni.

Hermetic Lunacy4 settembre 2010

Difficile tradurre i tuoi intimi gargarismi interiori, solamente un madrelingua lo potrebbe fare correttamente. Si avverte una stasi temporale e poi un balzo nel passato riflesso in quello specchio, nell'immagine della bambina un riaffiorare di ricordi, le ombre e i profumi della giovane età,un riassaporar vive le vecchie carie doloranti su denti devitalizzati, otturati dal passar degl'anni. Poi il ritorno a casa, al presente, con addosso sulla pelle i lontani sentori ripercorsi nell'intimo. Affascinanti e coinvolgenti le tue introspezioni.

Nauseate da tutto, ci si specchia per trovare se stessi... Tu bimba nello specchio, che stropicciando gli occhi, si risveglia pensando che sia un sogno. Vede un tempo che corre in fretta e una luce artificiale che sbatte le ore... Fiori marci, puzzolenti, l'odore permane nel tempo dei ricordi. Una bambina che si chiudeva al buio, ciondolando le sue braccia come ad attendere che flusso sanguineo arrivasse, mentre il tempo passava in sordina, e riempiva il suo vuoto di assoluta mancanza di cibo, non era quello che avrebbe fatto passare la sbornia d'amore che desiderava... Eri lì ad osservare solo da una serratura il mondo degli adulti mentre disegnavi sorrisi artificiali su fogli. Torna a casa al presente. Dolorosa, mirabili versi, sei meravigliosa!