Traduzioni intime

Sono nata il 22 Aprile 1983 ad Augusta (SR).Il modo più pertinente per raccontarmi è sicuramente la poesia, poiché rifugiarmi in essa equivale a curarmi, isolarmi nella clinica dell’anima dove ogni silenzio risveglia l’arte della parola. E così:"Rompetemi gli specchi emorragici./Amputate i fili esili della mia raucedin
Commenti (4)
Un'introspezione di rara intensità, un viaggio a ritroso nella propria fanciullezza e che lascia trapelare i non pochi fardelli accumulati durante questo dilaniante percorso. Cio' che piu colpisce è questà capacità di sradicare dall'anima le sensazioni più intime e di tradurle in un linguaggio comunicativo assolutamente personale... che pur nella sua apparente astrusità riesce invece agevolmente a giungere al cuore del lettore... ed empaticamente ...a coinvolgerlo... ...e infine... sei tornata a casa...
mi richiama alla mente con le abbondanti metafore una novella nera di lovecraft. da rifletterci ancora e rileggerla piano ma non cambieranno le sensazioni.
Difficile tradurre i tuoi intimi gargarismi interiori, solamente un madrelingua lo potrebbe fare correttamente. Si avverte una stasi temporale e poi un balzo nel passato riflesso in quello specchio, nell'immagine della bambina un riaffiorare di ricordi, le ombre e i profumi della giovane età,un riassaporar vive le vecchie carie doloranti su denti devitalizzati, otturati dal passar degl'anni. Poi il ritorno a casa, al presente, con addosso sulla pelle i lontani sentori ripercorsi nell'intimo. Affascinanti e coinvolgenti le tue introspezioni.
Nauseate da tutto, ci si specchia per trovare se stessi... Tu bimba nello specchio, che stropicciando gli occhi, si risveglia pensando che sia un sogno. Vede un tempo che corre in fretta e una luce artificiale che sbatte le ore... Fiori marci, puzzolenti, l'odore permane nel tempo dei ricordi. Una bambina che si chiudeva al buio, ciondolando le sue braccia come ad attendere che flusso sanguineo arrivasse, mentre il tempo passava in sordina, e riempiva il suo vuoto di assoluta mancanza di cibo, non era quello che avrebbe fatto passare la sbornia d'amore che desiderava... Eri lì ad osservare solo da una serratura il mondo degli adulti mentre disegnavi sorrisi artificiali su fogli. Torna a casa al presente. Dolorosa, mirabili versi, sei meravigliosa!




