Vividi carnai
Chiara Pinnone
26 poesie pubblicate
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Non ho più cappelli adesi a ombre di
conigli vergini su capelli di coscienza
rinfrescata; né mantelli supini vellutati
negli andirivieni per fuggire lontano
dall'inseguire ogni venirmi a riprendere.
Nel benedetto luogo sazio di candele
lattiginose, mi accendo malinconicamente
bevuta, all'ingresso di protesi di arti addosso
e rotule fameliche, che sbirciano sotto gonne
di pietre gitane stampate nei mattatoi
mugghianti di vividi carnai.
BATTO CARNE BATTUTA.
Non ho più capelli assassinati da crisalidi
di parrucco anestetizzato, né coniglietti
scompigliati da nuvole dispettose di
piumaggi laccati secchi.
Nel benedetto luogo che spurga dentro,
batto sul tamburo del mio uomo criminale,
portando dentro il calderone di dita
distrutte da pelle annoiata dalla compagnia
di ripetitive campane malate.
Batto sulle escoriazioni ballate da chi
nasce ossuto di notte tra cosce di
pensieri frigidi di angeli fondi.
Batto su suoni clandestini, deportati in
testamenti acidi di ventri logorroici, annientati
lisci nelle miserie insolenti di kamikaze del
s i l e n z i o.
E nel benedetto luogo di guinzagli e banconi
surgelati, non ho più male nel peso orizzontale,
non ho più capelli tirati da fili di volti chini, ora
che batto acqua con corde rotte di gola per
il mio bambino preferito...
E adesso che ho un suolo da annaffiare
rosso di ceneri, affondo mani nell'ematico
carnaio per non venire più a riprendere
pezzi di me.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Chiara Pinnone
Sono nata il 22 Aprile 1983 ad Augusta (SR).Il modo più pertinente per raccontarmi è sicuramente la poesia, poiché rifugiarmi in essa equivale a curarmi, isolarmi nella clinica dell’anima dove ogni silenzio risveglia l’arte della parola. E così:"Rompetemi gli specchi emorragici./Amputate i fili esili della mia raucedin
Commenti (3)
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Enio Orsuni26 agosto 2010
l'ho letta, riletta e vado a rileggerla tanto è tosta e ben scritta. e con questa carne ci metto un fiocco!
Aldo Bilato26 agosto 2010
il fuoco dentro... brace e graticola... carne battuta per esser martoriata... forse salata... conservata per il nostro inverno... ops, pardon inferno... complimenti "vivissimi"... cià*
P
Pp26 agosto 2010
Molto articolata nei versi, qualche termine in meno ne avrebbe fatto un capolavoro! segnalo!


