Il sogno raddolcito
Errabondo attraversare.
Un placido risveglio
accoglie la mia aurora.
L'animo, beato, è in lieve
stagliamento mirabondo.
E' dono d'un dormir
meravigliato e schiuso
dei miei occhi che bonacciano
in illudica quiescenza.
E il cielo svuota le sue
nubi bandite al firmamento.
S'issa una fucina di ricordi,
riprende confidente un
traboccante risuonare. Il
dono del tuo amore ha
sconfinato il tempo, ed io
non terrò al mondo null'altro
che il tuo grido redivivo.
Ora il mio essere rifulge
dell'abito sovrano. Riaffiora
il corpo in fronte e nelle vene
e pulsa il cuor tornito come liberazione.
La tua creatura e la memoria
faranno appello al nostro amor
ricco e fiorito. Il lacrimante
errare ora ha dimesso la
casacca di dislippa. Incido
presto il tuo destino, in refrigerio
accorto di bontà. E il mio
celato sogno di riaverti; ora
divenne splendore fragoroso.
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