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Introspezione 28 agosto 2010 · lettura 1 min · 1604 letture

Elucubrazioni chirurgiche

Chiara Pinnone 26 poesie pubblicate
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Mi sono svegliata. Sono esplose al neon le palpebre a metà operazione. Un Cristo con anche rivoluzionarie a forma di sedia stancava la mia voce solitaria, galleggiante in vasi di fiori. Magnolie bucate di plastica urinavano anestetico nella stanza subacquea di canti fotocopiati. Ho aperto gli occhi a metà operazione. Specchiandomi liturgicamente nell'acciaio venduto a un estraneo, scattavo istantanee chirurgiche, morendo un po'. Tra fili di spine d'aghi, cercavo spazio nella collezione di corpi altrui, per riposare uccello in notturni d'amore intimo e sonni rubati a folli natanti di vita. Mi sono svegliata nel mezzo dell'operazione. Accendendo la luce, ero un po' lei... a possedere il mio sangue nelle vene di trasfusioni infette d'anima. Agitata dall'unico viso, profetizzavo estremi pensieri di contatto materno, imbarazzato dall'esserci a metà gravido di me fetale, per poi riesumare elettronica stantia di giocattoli sbiaditi. Mi sono addormentata alla fine dell'operazione, esplodendo in bolle calde di ciglia annegate in colla di rimmel trasparente, per sciogliere lenzuola aggrovigliate... Per spegnere falò suturati pungenti addosso a me.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Chiara Pinnone

Sono nata il 22 Aprile 1983 ad Augusta (SR).Il modo più pertinente per raccontarmi è sicuramente la poesia, poiché rifugiarmi in essa equivale a curarmi, isolarmi nella clinica dell’anima dove ogni silenzio risveglia l’arte della parola. E così:"Rompetemi gli specchi emorragici./Amputate i fili esili della mia raucedin

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Commenti (4)

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Enio Orsuni28 agosto 2010

suturare simili esperienze con l'ago e il filo della fantasia, è il massimo. insolitamente... insolita ma enormemente... enorme. strafiocco e segnalazione!

Aldo Bilato28 agosto 2010

allucinante!... hai descritto più o meno... una sensazione da me provata e... veramente vissuta... allor che... mi operarono alla mano con cui ora scrivo... mi svegliai sotto anestesia... viaggiava come un treno la mia mente... ci sono tornato su spesso... ed ora mi ritrovo in questo tuo scritto... per altro molto ben strutturato... complimentissimi... cià*

omissam28 agosto 2010

solita classe... immagini stentoree, che rimangono appese ai limiti onirici posti dalla nostra angusta mente

Stefano Sivo28 agosto 2010

La sensazione è quella di un sogno... tutto è ingarbugliato e nitido al contempo, con queste immagini strobscopiche che si accavallano e sconvolgono...è un viaggio fuori dal corpo ma dentro la mente... che affascina... nella sua straordinaria originalità...