Perdersi tra le onde dell'oceano
Vaga nell'oceano sterminato
la lettera d'amor richiusa
in uno scrigno inamidato.
Resta ancora accanto all'onda alta,
sballa, salta e vibra in briciole respinte.
Un viaggio interminabile procede in
scoramento di ricordi, arroventati
ed amichevoli, fragili e nefasti.
Sillabe bagnate scavano l'inchiostro
nero d'alma, che il fortunale ondoso
accoglie come mamma d'ogni rosa.
Ora si spenge ed ora fulgida, riemerge.
In teca d'alabastro pigola in marea
che i gabbiani beccano fremendo di
gioiente bramosia. La donna in lacrime,
chissà dove m'attende. E' rotto quel
destino che a me potrebbe ridonar
fiori d'abbracci e alpestri baci che,
ancor sommergo, odoravano di
mandorlo e ciliegio. Ma è solo carta
di parole in movimento intrisa d'acqua
con lacrime accoppiate, che il sole non
riesce a penetrare. Umida è la mente,
viaggia solitaria e riperdente, piange
d'antico cuor non liberato. Emulo
d'andato sentimento, fatica all'aria
indifferente. T'attenderò.
Forse un di silente, forse un altro eterno,
tu tornerai tra le mie amate quiete sponde.
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