Dorme sul mio petto
Dorme sul mio petto
il primo passo nel ritorno
verso casa.
Sugli scafi della gente che
traversa,
un incitare muto
-o adesso o mai più...-
Ebbene
tu sei la presa comoda,
quell'incedere minuto,
tante di quelle volte siamo
schioccati come calici
magri
e non fai che sbeffeggiare
il miracolo delle due nostre
teste cozze.
ma l'inganno cede tra
l'innocenza dei tubi
e il mio senso civico
un rigurgito tra gli
appalti.
una giovane rossa mi si
affloscia come granatina,
il barista buca lo spazio
con una ingiuria palese,
osserva come sbrigo questi
brindisi incauti!
quanto lavoro la lingua
nell'attesa d'un letto!
e t'azzardi se non per
dragare un fiume sconcio
-...da me, stasera-
con una voce nuda,
avvinazzata.
Bill Callahan tratta le note basse
come schiave
voi leggete le mie parole
come remote
ancora...
I cant be held responsible for
the things I say
Callahan...
for I am just a vessel in vain.
Firenze,
clemente,
sei la giostra che feconda
la terra,
io,
con un battito di ciglia
t'ho subito immaginata
supina.
©
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