Occhi d'ebano
Ammirerei con incantevole stupore
la luce dei tuoi occhi incorniciati.
Con le tue immagini l'amor m'appare
oro e voluttà. Per essere regale come te.
La mia sottile voce in gioia d'usignolo,
mormora tu sola e sola tu.
Lo dissi anche allo specchio che scorse
il tuo riflesso scultoreo e sopraffino.
Ed il mio fiato, al primo sguardo d'Eva,
tremulo, svanì. Non v'è mortale si sovente.
A te cantando piansi o dea Fortuna del
limbo di delizie.
Nascente in te m'inchino ad ogni tuo
desio con il tuo cuor che calca ogni
mia goccia amor.
Io cedo inappagato al bruno fondo
dei tuoi sguardi che vibrano come la
sera immota la dove il sole inombra
le guance delle valli e tu abbandoni
il tuo riflesso al mio sciocchìo d'amor.
Quegli occhi bagnano in tortura
ogni rigato spasimare.
Non sei la ninfa, la dea non sei,
tu sei la rosa e il primo amor.
Le tue sorelle muse intonano il
bel canto al tuo solenne manifesto.
Il mio leggero tocco al volto tuo
mirabile palpita purezze nel
Cielo Paradiso.
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