Gesso
Sono privo di affezione nei confronti dell'abitudine
frammenti temporali della giornata
scanditi dai rintocchi inopportuni di una campana, incrinata dalla noia
Non sopporto la staticità del focolare
una sgualdrina nel letto e
un piatto di zuppa, ogni sera.
Amo il freddo
la neve
il caldo
la polvere
ma non la pioggia ed il vento.
La mia natura m'impone,
senza alcun timore reverenziale
per le repressive fruste della razionalità
che s'abbattono sulla schiena,
di non arrestare mai il mio ruzzolare luccicante.
Frammenti di solfato di calcio idrato
stridenti briciole di luce, tracciano linee assolate a tergo del mio incedere.
Sono i miei pensieri effiimeri che
la pioggia, sospinta dalle valanghe del vento
dilaverà, in silenzio, come cimosa dai vivagni consunti.
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Commenti (2)
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In Venere veritas19 ottobre 2010
i vivagni: D che forte che sei sempre... aridissima, lascia l'arsura in bocca
Enio Orsuni19 ottobre 2010
come commento ripeto la poe che altro dire che non hai già detto? che condivido e basta. solo mi piace lo stile in cui scrivi

