Questa è una mela
Vagiti d'altra noia e sapessi che palle
lavorare con la carta straccia intellettuale,
far "l'operaio della parola" nell'officina
culturale, metter lamenti tra i denti,
dizionario alla mano, districarsi invano
tra ispirazione, finzione e imitazione
finché t'arriva una sera finalmente la parola
e poi l'altra e – puff! - com'è facile, ti dici,
ora basta porle e ridisporle dentro una cornice
non troppo usuale, ricordarsi anche
di troncare le frasi sul farsi, appena un po'
prima della fine o dell'inizio
e attender che la critica faccia il suo corso.
Avessi un'anima, un cuore, uno spirito,
avessi altro dolore impenetrabile –
anche un lieve mal di testa farebbe al caso,
una poesia sull'emicrania, perché no,
in scherno al Parnaso, una poesia di protesta
che solo a pensarci vomito e perdo muco dal naso
- e allora sì, allora, cesellerei immaginifiche
innecessarietà con swingante prosodia, e invece
sapessi che palle la poesia, non fosse perché
c'è chi la legge e regala il verbo al gregge che bela.
Ah, ma questa non è una poesia.
Questa è una mela.
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Commenti (1)
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Amara3 marzo 2011
...e più la mordo questa mela... e più la assaporo... in un momento in cui ne ho cesti... tutti frutti difformi e simili... - vorrei tanto una mela al giorno... di questa qualità... le mm...
