2012
il volo radente, lungo rovine che poi chi le aggiusta, è:
(lascio andare) a parole facilmente ci s'imbriglia
nella poltiglia involuta dei lividi esistenziali, e se (ma se)
l'espettorare può esser prodromo di (forse) guarigione –
più che cagionevole la salute di un'era scandita dai bit –
così agitare l'iraconda coda è segno di penetrante altruismo.
io sono più tu sei non è uguale a noi siamo: questo è
agonizzante perbenismo; infatti è naturale (gen- etico)
per l'igiene mentale minacciata dallo scartavetrare del reale
contro il virtuale (o viceversa, darsi per persa, altrimenti,
cazzo, s'affoga nella moda in voga di sfilare sulla passerella
dei lamenti secondari (mille non più mille, da qui favole
e faville e ci ritroveremo ancora increduli nel 2012).
io scappo prima, comunque, non si sa mai (né mai
si è saputo). ogni epoca ha la sua gloria; nella nostra
è una mignotta che davanti alla storia spalanca le gambe
per lasciarsi ingravidare a pagamento e partorire
in serie altri figli dello stento, del tormento e della noia.
voleranno (radenti) lungo rovine in cerca di chi le aggiusta
e moriranno (come noi morimmo) d'amore prima
che l'amore muoia sbranato in un vicolo angusto
da umani randagi.
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Commenti (2)
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Amara8 novembre 2010
...per quanto rilegga... non riesco a trarne UNA lettura...(anche se una mia la ho)... e credo che questo... sia ciò che la rende bellissima... e forse qualcosa di più...
Pi Greco8 novembre 2010
Attuale e profonda, cattura l'interesse di chi la legge. Che sia ben scritta lo dice la firma. Complimenti.

