Canto notturno

Languida notte dagli astri lucenti,
immagine cupa della nostra presenza
in questa sterminata immensità,
ove tanta beltà il ciel seren
rivela ai miseri occhi mortali,
mostra ad ogni creatura il senso
della tua infinita esistenza
e di quella effimera che a noi
è bensì destinata.
Tu, Sole affettuoso, che
da mille secoli sorgi
incessantemente dall'oriental orizzonte
illuminando il nostro arido pianeta,
qual è la ragion del nostro corso,
del nostro viver funesto?
E tu, vergine Luna, che
ogni notte continui a mirar
le nostre terre e i nostri laghi,
allietando con la tua candida luce
i nostri spiriti infelici,
dì tu perché cotanto vagar
nell'eterno universo?
Nascemmo noi per il dolor o la gioia?
Oppur per udir il silenzioso suono
del nostro spirito tormentato?
Di tal questione nulla possiamo,
e forse nulla potremo.
©
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