All’ombra del cipresso
Sotto l’ombra
di un pingue cipresso,
osservo la tua mente
favellar
tra le spine mordaci
di un ricordo efferato.
I tuoi occhi
sibilano al vento
tra le foglie taglienti,
tra le lacrime assenti,
in una quiete ormai
più senza pace.
Sento il tuo cuore
piangere
tra i rami deserti,
in un senso di colpa
opprimente,
che oscura,
soffoca,
lacera
il tuo candido spirito.
La tua dolce anima,
sanguina
tra le siepi roventi,
vittima
degli atavici istinti
di un’alienata fiera,
che striscia
tra le fragilità
della tua angelica essenza.
Ma tu
non sei complice
di un così grave delitto:
risorgi
tra le stelle spledenti
di questo caduco cielo,
che immenso,
illumina i nostri sguardi
assopiti nella notte.
©
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