Occhi tristi

Occhi tristi si riflettono nello specchio,
vedo un muro impenetrabile,
irrigato dal dolore di un tempo,
vedo un solco insormontabile,
piegato dal disastro del vento.
Una goccia di te mi inebria,
mi sento triste come chi ha tolto un petalo dal fiore,
sono vivo, stanco e sogno,
conosco la mia vita come conosco il mare,
non saprò mai se un domani dovrò annegare.
Sentirò in me l'Inverno,
pervadere la vita mia senza mai perdono,
un giorno assolato e spensierato,
busserò alla tua porta domandandoti:" chi sono?"
Mi risponderai il cielo,
mi racconterai ogni sua lacrima venuta giù,
vedrò cambiare il mondo,
nei tuoi occhi, mare in tempesta, affrescati di blu.
E saranno gli altri a non guardarmi,
come sono o come sarò,
giudicare un cuore che batte,
è come coprire di polvere un sorriso,
non il tuo,
ma il mio, sincero d'improvviso.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Triste15 gennaio 2011
Decisamente bella questa lirica che si fa leggere e rileggere tanto è bella anche grazie alla giusta scelta musicale.
