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Riflessioni 17 gennaio 2011 · lettura 2 min · 1258 letture

Pensavo d'averla fatta franca

L
Lorenzo Pisanu 67 poesie pubblicate
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Pensavo d'averla fatta franca non migliorando il mio disgiunto sconfessare. In pura lingua avita. Gelido comprendo che l'ingegno subissa il mio diletto fuor di me. Speravo in la ventura e in una prece intenzionale, ora prestante, ora sottile, ora foriera di novizie. Invece no. Il mio beccar dilemmi imbratta il calamaio, pria che la penna insozzi il lindo stile. Non ho mirabil cura, né lessica carezza, non odo l'agitar delle mie rime disadorne, e il bilico incompiuto del mio costante saccheggiar. E son parole solo in bozza di magia. Non sono che un umile nocchiero di presagi in fondo molli e menzogneri. Volai più in alto d'un Icaro ribelle, per ricader spietato nell'averno dell'incoerente rimeggiar. Inviolabile è lo scrigno del limpido poetar, impudico è lo sguardo che blande il bello stile, io son supplizio nel differente viso della luna. M'affascino del vuoto espositivo e solo in pectore io lodo il mio chiocciar. Avvezzo al dolo del verbo e dei suoi tempi, io lasco e dissoluto appaio a chi mi legge. Né più né meno che un impietrito ingorgo di pose e di concetti addottorati al nulla purgativo. Son solo, e il tempo raschia impervio il sogno d'immortale vanità. Dovrei capir misture ed intenzioni e toni glabri in splendide virtù. Pensavo d'averla fatta franca, ma son caduto in fallo, poiché la messa a punto è solo forma immeritevole, è più bastone che carota, è più d'ingenua povertà. E di poetar non sono degno, ma non comprendo poiché dovrei copiar gli scritti altrui per essere di lode appesantito.
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Lorenzo Pisanu
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Commenti (1)

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paolo corinto tiberio18 gennaio 2011

scorrevole, moderna quasi, nella sua "arcaica" (e barocca) tessitura...