Per mia deliquescenza
Ristoro l'attimo col fiato
che ribolle d'un confortevole
apparente. Col tempo io digiuno
degli gli occhi accesi per ardore.
Quasi l'alba mi consiglia di
scemar dell'innocenza.
E tra i vapori inconsapevoli
rientrar nel buio dei perché. E
galleggiar tra l'onde e tomi lisi
di patriottica irrealtà.
Un quadro nel contempo mi
profana ed oso, inverecondo,
rimostrar.
Chi sono?
Dove sono?
Dunque non sarò.
Lo smacco è rivelato,
la preda è quasi vinta,
disosso virginale la pietà.
Dal peccatore il trono, è
unto per metà.
Non ho diritto alcuno,
che dimostrare al mondo
l'iniqua libertà.
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Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele23 marzo 2011
I SAPORI sono i pasti dell'essenza... scartarli si può solo dopo che si sono assaggiati... se saporiti vengon bene assoggettati... ogni espressione di vita ha la sua determinata efficacia... tutto dipende dall'intelligenza... molto complessa ma è veramente POESIA stupenda
