Il calice della vita
Nel caldo meriggio assopite erano le genti,
le membra stanche,
come salici piangenti.
Aspettar sembran il dì di festa,
per non ripeter del lavoro,
le solite gesta.
Goder essi voglion le rapide ore,
per alleggerir del peso,
il proprio cuore.
Ma il tempo è tiranno
e presto le ore passeranno
a riportar tensioni
e nuove preoccupazioni.
Il battito del cuore bisogna rallentare,
più tempo così rimarrà
per poter pensare.
Dedicar più tempo bisogna
a futili momenti,
non solo del lavoro
discuter argomenti.
Dal bicchiere della vita
bere bisogna la giusta dose
per non morire,
ma dissetarsi è obbligo
per non soffrire.
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Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele29 marzo 2011
molto poetica e sensibile di forma che ne aggraziano dolcemente la lettura ...poesia veramente splendida ...complimenti
